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Facebook Ads: 10 elementi chiave per il successo di una campagna

Fare ADV su Facebook è diventato ormai fondamentale per chiunque utilizzi la propria pagina Facebook in ottica di business. Quali sono i 10 elementi base che, seppur semplici, risultano fondamentali per il successo di una campagna Facebook Ads?

  • “Ho provato a fare una o due campagne su Facebook, ma non ho avuto risultati”.
  • “Ho usato il “Metti in evidenza il post” che compare sotto ad ogni post e ho avuto più movimento sulla pagina, ma non so quantificare i risultati ottenuti”.
  • “Vorrei fare Facebook Ads, ma pensavo di investire 2 euro al giorno, per vedere come va”.

Queste sono frasi che sento dire spesso a molti imprenditori, che hanno deciso di “provare” a realizzare campagne Facebook Ads per conto loro o perché mossi dalla curiosità di provare la piattaforma o perché sono rimasti negativamente scottati da pseudo-professionisti che hanno fatto loro investire tanti soldi senza raggiungere gli obiettivi prefissati.

Creare e gestire campagne su Facebook è un vero e proprio lavoro:

  • Servono conoscenze relative allo strumento e alle dinamiche del comportamento dell’utente.
  • Servono competenze tecniche e analitiche (interpretazione dei dati).
  • Serve tempo, nel senso che è impensabile creare una campagna e pensare di lasciarla attiva per un tot di tempo senza controllarla quotidianamente.

Se devi creare una campagna Facebook Ads che abbia tutti i requisiti fondamentali per far sì che decolli e ti porti i risultati sperati, ti consiglio di considerare attentamente questi 10 elementi.

Scegli l’obiettivo giusto

Quando accedi alla piattaforma, Facebook ti chiede subito di selezionare l’obiettivo specifico in base a ciò che vuoi ottenere, quindi:

  • Se vuoi aumentare il traffico sul tuo sito, scegli l’obiettivo “TRAFFICO”.
  • Se vuoi ottenere engagement su un particolare post (quindi like, commenti, condivisioni), scegli l’obiettivo “INTERAZIONE”.
  • Se vuoi sponsorizzare un video, scegli l’obiettivo “VISUALIZZAZIONI DEL VIDEO”.

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Lavora bene di targetizzazione

Sicuramente conoscerai bene i tuoi prodotti o i tuoi servizi, così come i tuoi clienti:

  • Che età hanno?
  • Dove vivono?
  • Quali sono i loro interessi?
  • Che dispositivi usano? (Aiutati anche con Google Analytics  –> “Pubblico” –> Dispositivo mobile” –> “Panoramica”)

Punto fondamentale è scegliere le opportune caratteristiche in fase di targeting e, grazie all’implementazione del Pixel, lavorare anche di retargeting, usando, ad esempio:

  • Il pubblico PERSONALIZZATO –> Puoi creare un pubblico formato da persone che hanno già visitato il tuo sito web (quindi potenzialmente già molto interessate ai tuoi prodotti/servizi) o interagito con la tua pagina Facebook o ancora persone simili ai tuoi clienti già esistenti (puoi caricare un file di indirizzi e-mail dei tuoi clienti attuali).
  • Il pubblico SIMILE –> Puoi creare un pubblico simile ad uno esistente.

→ Un consiglio: quando inserisci gli interessi, cerca di includere anche i competitor, digitando il nome del brand

→ Secondo consiglio: presta attenzione alla copertura totale potenziale, perché se è vero che il pubblico non deve essere troppo generico (altrimenti andiamo a colpire persone non veramente interessate a noi), non deve neanche essere troppo ristretto, altrimenti rischi di non raggiungere un numero sufficiente di persone e di avere costi troppo elevati.

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Individua l’elemento “magnete”

Per “magnete” intendo la leva strategica in grado di attirare l’attenzione e portare realmente alla conversione. Alcuni esempi di elementi “magnete”:

  • Uno sconto “forte” (come uno sconto del 50%).
  • Una novità.
  • Una ricorrenza (come il Natale).

Si tratta di escamotage per coccolare in modo particolare, e per un periodo di tempo limitato (facendo leva anche sul concetto persuasivo di scarsità), l’utente e/o fidelizzarlo.
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Cura il copy

Oltre ad utilizzare parole “magnetiche” come novità, facile, esclusivo, gratis/gratuito, utile, importante, scegli con cura ogni parola e presta attenzione anche a:

  • Sintassi.
  • Punteggiatura.
  • Emoji –> attirano bene l’attenzione dell’utente mentre fa lo scrolling del newsfeed Facebook, ma scegli emoji in linea con quello che stai scrivendo.

Qui e Qui puoi trovare due siti utili di emoji.

Alcuni consigli:

  • Scrivi un’inserzione breve ed incisiva.
  • Usa la forma attiva.
  • Sii preciso e specifico.
  • Usa un tone of voice coerente con il posizionamento del tuo brand.
  • Se vuoi mettere in evidenza UNA parola in particolare, puoi metterla in maiuscolo o trasformarla in hashtag (così diventa subito visibile).

Nello screen sottostante vedi la scelta accurata di ogni singola parola. Dato che il contenuto multimediale è un mini-video che mostra gli uffici, il magazzino e il metodo professionale ed accurato di preparare la merce (si tratta di un e-commerce di prodotti per la cura di corpo e capelli), il copy presenta:

  • Incipit con il verbo esortativo “Entra nel mondo XXX” –> invito ad entrare, quasi fisicamente nel negozio (che è un e-commerce, ma dove dietro le quinte lavorano persone vere, professionisti dell’haircare), insieme alla ragazza che si vede nel video. Presente anche la componente persuasiva dell’immedesimazione.
  • Punti di forza del brand, che rappresentano una garanzia, un valore aggiunto per il cliente: “professionalità”, “qualità”, “trasparenza”, “affidabilità”. Spesso l’utente è bloccato di fronte all’acquisto online, perché non conosce “chi ci sta dietro”, se lavora in modo professionale, se è tutto nella norma. Con questi termini di vuole anche rassicurare l’utente della qualità e dell’affidabilità dell’e-commerce (sul sito è anche specificata un’assistenza professionale cui far riferimento per qualsiasi dubbio o domanda).
  • Emoji che esalta il concetto del “meglio”, grazie all’immagine della stella che brilla.

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Seleziona la call-to-action idonea

Facebook Ads ti permette di scegliere tra diversi bottoni call-to-action: sii coerente.

Se nel copy dell’inserzione scrivi “Iscriviti all’evento…”, il pulsante call-to-action potrebbe essere “Iscriviti”, oppure se stai incentivando la curiosità dell’utente, potresti optare per “Scopri di più”.

Scegli la giusta immagine

L’immagine deve:

  • catturare l’attenzione
  • rispecchiare il concetto espresso dal testo
  • far capire subito all’utente di cosa si sta parlando

Ecco un esempio semplice, ma intuitivo, dove tra l’altro noti anche la corrispondenza tra copy e bottone call-to-action (Scopri) e la messa in evidenza dei punti forti del servizio: perché l’utente dovrebbe cliccare sull’inserzione e acquistare quei prodotti?

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Usa gli UMT

Ne ho già parlato in questo post: usando gli UTM Google (sono dei tag in sostanza), puoi tracciare perfettamente le tue campagne anche in Google Analytics.

Se stai facendo una campagna su Facebook, come “Campaign Source” metterai “facebook” e come “Campaign Medium” metterai “cpc” (cost-per-clic).

Il link con UTM lo inserisci direttamente nel box “URL del sito web” di Facebook Ads se hai scelto, ad esempio, “Traffico” come obiettivo della tua campagna.

Il Pixel

Devi assolutamente implementarlo sul tuo sito web (o farlo fare al tuo webmaster) per poter monitorare le conversioni e lavorare di retargeting

Facebook stesso ti guida passo passo all’installazione del Pixel, che deve essere presente in tutte le pagine del tuo sito. Puoi anche creare delle “azioni standard” specifiche, come aggiunte al carrello, acquisti effettuati, iscrizioni ad un form e così via. Ecco un esempio sotto, nel caso di un e-commerce.

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Analytics

Il monitoraggio delle campagne deve essere giornaliero: siccome Facebook Ads è un’asta, ogni giorno potrebbe essere necessario modificare il cpc (se l’hai impostato come “manuale”) o altri elementi.

La tab “Analytics” della piattaforma è be dettagliata e fornisce dati interessati, come:

  • Le attività, quindi le performance. Ad esempio, nel caso di un e-commerce, vado subito a monitorare i ricavi, il numero di acquisti in totale, gli acquisti unici, i ricavi per utente, i ricavi per acquisto in media, gli acquisti per utente in media. Questi elementi li trovi sotto la voce “Ricavi”.
  • Le persone, quindi tutti i dati sui tuoi utenti, come i dati demografici o il sistema operativo che usano.

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Non stancarti di testare

L’avrai letto e sentito dire ovunque, anche da me: una strategia di pricing e promozione che funziona per una campagna su Facebook Ads potrebbe non performare altrettanto bene per un’altra.

Io, ad esempio, faccio molti test su copy ed immagine.

Nello screen vedi una stessa campagna, stesso gruppo di inserzioni e tre inserzioni diverse, dove il copy è il medesimo, ma ciò che cambia è l’immagine perché ho voluto testare quale fosse il visual vincente. campagne-facebook

 

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Si parlerà di SEO, Social Media, E-commerce, ADV, Growth Hacking, ma anche di Customer Experience, Diritto della Rete, Neuroscienze e comportamento dell’utente, Affiliate Marketing, Big Data, Intelligenza Artificiale, Web e Business Writing.

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Valentina Turchetti

Sono nata nel 1985 a Mantova, città di storia, arte e cultura.
Mi occupo di Web Marketing e Comunicazione Digitale.